lunedì 11 novembre 2019

#Esistenzialismo compromesso... Ma la #quiete tornerà ad adagiarsi... E la #stanchezza di un #animo lesso... Sfiorerà la #follia per poi accasciarsi...

domenica 20 ottobre 2019

Un uovo... putrefatto su una tela prospettica...
Fisso sulle increspature sonore che si ramificano fin dentro la sua zampetta...
Spark Rocca

mercoledì 10 febbraio 2016

Saggio folle sul tempo

La vita potrebbe sembrar così sfuggente in mano al tempo… ma cos'è il tempo… e siamo sicuri che sia così assoluto ed incontrollabile? O relativo alla velocità delle nostre avventure e alla gravità delle nostre sensazioni?
Non possiamo di certo coalizzarci in coagulazioni riflessive attendendo una catarsi mistica riflessiva sui flessibili istanti che ci vengono strappati dalle mani assieme alla nostra età che forse non appartiene solo a noi stessi ma al tempo stesso che anch'esso ci appartiene sì… ma in modo relativo e quantistico.
Il tempo lo si può odiare come se non ci appartenesse… lo si può dannare… ma così facendo si crea solo un autolesionismo perpetuo che finisce per logorarci dentro e fuori…
Il tempo lo si può amare... vivendolo con le giuste preoccupazioni tra le intenzioni e fallimenti tra i denti e i venti e poi ti penti se menti… con l’autoconsapevolezza della purezza della libertà che si svezza dalle catene della foschia protettrice…
Ci sono anche i fazzoletti tempo sì… e il tempo delle mele… delle arance… delle susine… delle cavallette…
Il tempo lo si può anche non considerare… l’indifferenza del tempo non è assolutamente da sottovalutare… probabilmente nessuno osa affermare che il tempo non esiste ma di sicuro nella praticità dell’affrontare il divenire è possibile mostrare e dimostrare l’indifferenza al tempo finché non giunge l’evidenza e a quel punto l’indifferenza si tramuta in odio se non è sodio o tintura di iodio sul podio…
Tergiversando sui tergicristalli dell’esistenzialismo che ci sovrasta in una nube tossica tra vortici e mareggiate… si può sempre rammentare che non esiste una filosofia giusta se non la propria se si è fervidi e brulicanti di scopi per cui ci si lotta pacificamente per una felicità che dovrà essere sempre riconquistata nel gioco della vita…

Il surreale che tenta di divenire reale ed il reale regale della veemente danza dei sensi che percependo esultano e urlano attraverso le fauci dell’istinto indomabile ricomposto dall'etica della ragione non sempre così morale masticabile dal molare sinistro opportuno ad apportare l’apporto al porto dei sogni e delle incertezze che nel dubbio creano timori che svaniscono nell'azione delle avventure pure e non quelle surrogate o camuffate regolate dalla pecunia che non può commerciare gli anni in modo diretto… come anche la saggezza che pare accresce con gli anni. Quindi se son 25 o 28 o 37 o 83 che importa se porta la porta d’importazione con torta sorta e risorta ma mai morta?

lunedì 28 dicembre 2015

La superficialità

La superficialità mi fa paura... sembra quasi che faccia apparire l'uomo più furbo... è il secolo della superficialità! 

martedì 24 novembre 2015

sogni

Linea finita nella sua infinita incommensurabilità di un pensiero al tramonto di alcuni sogni e all'alba di altri...
Spark Rocca

venerdì 12 giugno 2015

Droghe esistenziali che…

Salve!
Sono qui nelle vesti di un paroliere bandito-bendato perché sento il dovere civico di mandare un messaggio psicosomatico attivo sui passivi pensieri oscuri che si celano nelle nostre deboli menti di cartapesta modellata come una necropoli surreale dell'illusa civiltà in cui uriniamo.
Ebbene! Ciò che mi duole a questo mondo in questo modo così mal-modellato attorniato in così effimere realtà osmotiche e succhia-sangue nella latente alterazione dei sensi sensati sensibilmente tra un vaffanculo armonizzato timidamente e un sorriso stretto col dolore provocato dalle ferite inflitte dall'angosciosa negligenza che ci attanaglia indifferentemente tra le strade che s'inerpicano intrecciando la montagna campagna dei nostri sogni seminati e poi raffinati assieme alle droghe esistenziali che...
Questo è il discorso apparentemente surreale che feci giorni fa su YouTube nel video intitolato “droghe esistenziali che...” che potete vedere al link: Droghe esistenziali che...

All'inizio possono sembrare solo un’accozzaglia di parole gettate senza punteggiatura con l’unico scopo di far confondere o annoiare il lettore/ascoltatore del discorso ma! È una vera rottura spiegare le proprie opere credetemi! Ma con una più attenta analisi del testo potete intuire che l’artefice del discorso (Sì: io) nutre un certo livore che si intuisce per l’uso di alcune similitudine dispregiative quali “nostre deboli menti di cartapesta… necropoli surreale… uriniamo…” Ma con chi è innervosito l’autore di questo discorso? (Sì lo so… fa uno strano senso parlare di se in terza persona) Con le nostri deboli menti? Non propriamente.

Continuando a leggere l’autore sembra rivelare fin dall'inizio cosa gli duole ma escogita il modo per dilungarsi narrando situazioni imbarazzanti: “sensibilmente tra un vaffanculo armonizzato timidamente e un sorriso stretto col dolore...” Ma cosa c’entrano? Continuando a leggere si coglie che viene omesso ciò che duole o meglio: viene scritto tramite altre similitudini apparentemente confuse! Finché non si giunge a: “campagna dei nostri sogni seminati e poi raffinati” Cos'è questa campagna in cui si seminano i sogni e poi si raffinano anche? Ma se sono seminati non dovrebbero poi crescere? No! E il motivo sta nella frase: “assieme alle droghe esistenziali che...” Ma allora i sogni sono come una droga: si raffinano! Si purificano! Aumenta la loro concentrazione col crescere del desiderio! Quindi l’autore non sta parlando dei sogni ad occhi chiusi! Quindi ciò che duole è il sogno? Certo che no! Ognuno è libero di sognare ad occhi spalancati e strafatti!

Bisogna che capiate cosa s’intende per “droghe esistenziali”. Le droghe uccidono mentre l’aggettivo esistenziale fa riflettere invece sull'esistenza. Sembrerebbe un ossimoro! Ma l’attaccamento invece alla propria esistenza non è forse una droga? Attenzione a non confondere “esistenza” con “vita”! Si può creare la propria esistenza non vivendo ma sopravvivendo!

Ma non dimenticatevi la parola “assieme…” Cos'è che sta quindi assieme alle droghe esistenziali? O meglio: cosa sta assieme all'attaccamento alla propria esistenza? (Non rileggete il discorso ma riflettete sui miei ragionamenti per giungere alla soluzione)

Avete capito?


Spark Rocca