venerdì 12 giugno 2015

Droghe esistenziali che…

Salve!
Sono qui nelle vesti di un paroliere bandito-bendato perché sento il dovere civico di mandare un messaggio psicosomatico attivo sui passivi pensieri oscuri che si celano nelle nostre deboli menti di cartapesta modellata come una necropoli surreale dell'illusa civiltà in cui uriniamo.
Ebbene! Ciò che mi duole a questo mondo in questo modo così mal-modellato attorniato in così effimere realtà osmotiche e succhia-sangue nella latente alterazione dei sensi sensati sensibilmente tra un vaffanculo armonizzato timidamente e un sorriso stretto col dolore provocato dalle ferite inflitte dall'angosciosa negligenza che ci attanaglia indifferentemente tra le strade che s'inerpicano intrecciando la montagna campagna dei nostri sogni seminati e poi raffinati assieme alle droghe esistenziali che...
Questo è il discorso apparentemente surreale che feci giorni fa su YouTube nel video intitolato “droghe esistenziali che...” che potete vedere al link: Droghe esistenziali che...

All'inizio possono sembrare solo un’accozzaglia di parole gettate senza punteggiatura con l’unico scopo di far confondere o annoiare il lettore/ascoltatore del discorso ma! È una vera rottura spiegare le proprie opere credetemi! Ma con una più attenta analisi del testo potete intuire che l’artefice del discorso (Sì: io) nutre un certo livore che si intuisce per l’uso di alcune similitudine dispregiative quali “nostre deboli menti di cartapesta… necropoli surreale… uriniamo…” Ma con chi è innervosito l’autore di questo discorso? (Sì lo so… fa uno strano senso parlare di se in terza persona) Con le nostri deboli menti? Non propriamente.

Continuando a leggere l’autore sembra rivelare fin dall'inizio cosa gli duole ma escogita il modo per dilungarsi narrando situazioni imbarazzanti: “sensibilmente tra un vaffanculo armonizzato timidamente e un sorriso stretto col dolore...” Ma cosa c’entrano? Continuando a leggere si coglie che viene omesso ciò che duole o meglio: viene scritto tramite altre similitudini apparentemente confuse! Finché non si giunge a: “campagna dei nostri sogni seminati e poi raffinati” Cos'è questa campagna in cui si seminano i sogni e poi si raffinano anche? Ma se sono seminati non dovrebbero poi crescere? No! E il motivo sta nella frase: “assieme alle droghe esistenziali che...” Ma allora i sogni sono come una droga: si raffinano! Si purificano! Aumenta la loro concentrazione col crescere del desiderio! Quindi l’autore non sta parlando dei sogni ad occhi chiusi! Quindi ciò che duole è il sogno? Certo che no! Ognuno è libero di sognare ad occhi spalancati e strafatti!

Bisogna che capiate cosa s’intende per “droghe esistenziali”. Le droghe uccidono mentre l’aggettivo esistenziale fa riflettere invece sull'esistenza. Sembrerebbe un ossimoro! Ma l’attaccamento invece alla propria esistenza non è forse una droga? Attenzione a non confondere “esistenza” con “vita”! Si può creare la propria esistenza non vivendo ma sopravvivendo!

Ma non dimenticatevi la parola “assieme…” Cos'è che sta quindi assieme alle droghe esistenziali? O meglio: cosa sta assieme all'attaccamento alla propria esistenza? (Non rileggete il discorso ma riflettete sui miei ragionamenti per giungere alla soluzione)

Avete capito?


Spark Rocca

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